Brusa recensisce: "L'Ultimo a Morire"
Uno degli album d'esordio più attesi è sicuramente quello di Speranza, avrà soddisfatto le aspettative del nostro recensore Brusa?
1 > CASERTEXAS
L'introduzione parte a bomba, presentando i diversi ambienti che appartengono a Speranza: barre in francese, italiano e parole in arabo, un cocktail pesante ma buono, un mix che mostra il forte legame dell'artista con i diversi contesti che ha vissuto
8,5/10
2 > FENDT CARAVAN
Speranza contrappone il Fendt Caravan all'immaginario della supercar, riferendosi al mondo rom e sinti, dove il Fendt è un'icona. È considerabile diametralmente opposta a "Lamborghini" di Gue e Sfera: il concetto di auto costosa viene preso e ribaltato. Cambi di flow e vocalità ottime ed inaspettate
8/10
3 > A LA MUERTE
Pezzo più conscious dei precedenti, sia Speranza che Tedua fanno un ottimo lavoro; il primo parla della sua rivalsa, continuando a ribaltare il rap odierno, contrapponendo per esempio a champagne costosi il "litro rosso in tetrapak"; il secondo parte a bomba con un bel flusso di coscienza personale e contemporaneo
7,5/10
4 > SPALL A SOTT 4
Il quarto capitolo della saga di Spall a Sott rende degno onore ai precedenti. Speranza si distacca dai suoi colleghi, nonostante il testo parli di droga e criminalità, già dall'inizio del pezzo (Me parlano 'e trap, faccio tarantelle). Il nostro casertano preferito non è come il resto della scena, e SPALL A SOTT 4 è l'ulteriore riprova
7/10
5 > CHINATOWN
Per tutta la sua durata, il pezzo è evocativo di diverse immagini, le barre sono come fotografie di momenti diversi. Tutta la strofa di Gue è uno storytelling ben fatto di una sua vacanza in barca, dai controlli mancati in mare della guardia costiera fino all'attracco a riva e l'ingresso in ristorante. Spaziale
9/10
6 > OMM I MERD
Metto le mani avanti, secondo me i beat con le trombe (o trombette che siano) spaccano, e Speranza ci si approccia molto bene. Tutto il testo parla del rapporto con un infame, ma nonostante i riferimenti personali, anche l'ascoltatore si immedesima molto bene nel pezzo: d'altronde, chi non conosce un OMM I MERD?
9,5/10
7 > TAKEO ISCHI
Premetto che sono partito prevenuto, mi aspettavo di più da questo pezzo. Entrambi fanno una strofa decente, ma il beat mi convince veramente poco. Speranza continua a rivendicare la sua diversità dal resto della scena, e nessuno lo fa bene quanto lui. Massimo un po' sottotono, ma alcune barre molto meritevoli
6/10
8 > CAMMINANTE
Tutta l'energia e la vitalità del Sud (Caserta) sprigionata da questo pezzo. Il ritornello del cantautore Rocco Gitano è una hit indiscussa, e con la sua partecipazione al pezzo
Speranza non poteva che fare un ottimo lavoro. Beat confezionato alla perfezione. Nulla da dire
10/10
9 > 100 ANNI
I 100 anni dentro al privè sono la somma di quelli che Speranza e i suoi si farebbero se fossero arrestati. Il beat martella sulle strofe e il ritornello gli risponde allo stesso modo. Bei cambi di flow che conservano il ritmo del pezzo.
8,5/10
10 > IRIS
Ci sarebbe da scrivere un libro solo sul beat, ricchissimo di suoni diversi e accostamenti inediti. Speranza sembra quasi snaturato dal tema del pezzo (primo inedito del disco), ma mantiene il suo stile inconfondibile. Questo Speranza è ben diverso da quello che siamo abituati a sentire: ci fa piacere? A me si, nonostante sia fuori mood
8/10
11 > PUTTANA***
Contrasto assoluto con il pezzo precedente, mantenendo al centro della narrazione una figura femminile. Se in IRIS non parlava d'amore ma di rancore allora in questo pezzo di cosa parla? Nonostante assonanze e cambi di flow suonino bene, il pezzo non mi convince a pieno.
6/10
12 > LE FIEF
Bel beat, bel ritornello, peccato che non si capisca un cazzo è tutto in francese e io non lo so spero che i nostri corrispettivi d'oltralpe @smemes_smegres_deux possano apprezzare
5/10
13 > CALIBRO 9
Dodododon Joe tira fuori una base che unisce culturalmente Speranza e Kofs. I due aprono l'armeria e sparano a raffica sul beat, il ritornello manca della stessa energia
7/10
14 > RUSSKI PO RUSSKI
Speranza raggiunge una vocalità così diversa che non sembra nemmeno esserci lui al mic. I bassi alla hardbass mi fanno sgasare. Una bella tamarrata che chiude il disco in bellezza.
7,5/10
